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Ora mi presento:

Mi chiamo Matteo classe 1982 e sono un Coach professionista associato ad AICP ( Associazione Italiana Coach Professionisti).

Il Coaching professionale rientra nelle professioni disciplinate dalla legge 14/01/2013 n°4 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”

Il servizio di Coaching è definito dalla normativa Uni 11601:2015, una norma fondamentale per la regolamentazione di cosa sia un servizio di Coaching professionale e cosa no.

Se avete letto le pagine dove spiego cosa è il Coaching, a chi si rivolge e chi no, e le normative di riferimento sopra citate, non occorre che vi rimarchi le differenze tra me e altre figure professionali che utilizzano il termine coach e coaching con finalità non normate.

La mia storia:

Desidero partire da qui il 2003, non che non ci siano altre avvenimenti importanti prima, ma non voglio raccontarvi proprio tutta la mia vita o scriverei un libro e vi annoiereste.

Quell’anno mi diplomai come Perito per l’elettrotecnica e l’automazione. Era il 4 luglio un venerdì e il 7 Luglio ero già catapultato nel mondo del lavoro.

Iniziai come apprendista e mi fu assegnato un tutor per insegnarmi il mestiere di elettricista. Quello fu, per me, il primo contatto con una figura similare ad un coach e ad una relazione facilitante, perché Marcello (questo il nome del mio tutor e ora grande amico), non si paventava a maestro o comandante, a indicarmi cosa dovevo e come dovevo farlo, mi aiutava a ragionare, a sperimentare a trovare le mie soluzioni, ma soprattutto a spogliarmi dal vestito del sapere già tutto, per indossare quello del non sapere e aprirmi cosi a imparare tanto di più.

Nel Luglio 2004,  però, mi sentivo pronto per fare qualcosa in più e meritevole di una promozione a operaio qualificato, ma le possibilità economiche di quell’azienda erano basse o perlomeno a loro conveniva maggiormente farmi ultimare i 4 anni di apprendistato che avevano messo nel contratto.

Cambiai lavoro e andai a lavorare per un piccolo artigiano, accettarono la mia richiesta di qualifica a operaio specializzato e conseguente stipendio più alto non ci pensai molto.

Furono 6 mesi di inferno.

Ero passato dal sentirmi apprezzato, sostenuto e stimolato nel mio lavoro ad essere un mero esecutore…Fai li! Fai la! Così!

Anche se una cosa sapevi non essere a norma o sbagliata, il capo, ti costringeva a farla a modo suo. Volete la cigliegina? Lo stipendio arrivava se arrivava!

Come tutti i giovani che si affacciano al lavoro arrivano poi i saggi e mentori vissuti:

<Il lavoro è cosi! Tutti i posti sono uguali! Accontentati tanto di meglio non troverai! ecc…>

Io? Non ero proprio propenso ad ascoltarli, dentro di me sentivo di dover fare altro e cosi capitò una casualità ( anche se non credo nelle casualità, ma è troppo lunga per spiegarlo diversamente), ricevetti una telefonata da un’agenzia che ricercavano una figura che fosse un perito elettrotecnico per una galleria del vento a Sant’Agata Bolognese.

Furono anni bellissimi, ovvio non sempre e non tutti i giorni, ma lo stile, la cultura di quell’azienda e del titolare erano completamente diversi. La persona era la risorsa principale per l’azienda, eri ascoltato, coinvolto.

 Il clima di collaborazione era volto all’eccellenza dei rapporti umani e del lavoro. Purtroppo alcune scelte sbagliate e un mercato impietoso per le piccole realtà costrinsero l’azienda a chiudere.

I rapporti stretti in quegli anni e l’aver potuto lavorare nel pieno flow, allenando costantemente il mio potenziale, acquisendo competenze particolari, mi hanno permesso di essere contattato dal team di F1 Ferrari dove tutt’ora lavoro.

Ora forse vi domanderete: Caspita in F1, alla Ferrari allora perché hai deciso di fare anche il Coach?

Posso solo dirvi questo, mi sono serviti tutti questi lavori, questi alti e bassi, questo ambiente competitivo e a volte feroce per capire quanto ci sia necessità di una cultura di Coaching nella vita, nei rapporti interpersonali, in famiglia e nelle aziende.

Enzo Ferrari stesso disse:

“Non si può descrivere una passione, si può solo viverla”

Mentre faccio il Coach, durante una sessione, ma anche nella vita di tutti i giorni, dove ormai porto il vestito e gli occhiali del Coach, vivo esattamente la passione e non saprei descriverla.

Sempre Enzo Ferrari disse sulla sua azienda:

“L’azienda è composta prima dagli uomini che ci lavorano, poi dai macchinari e infine dai muri”

Ne disse anche molte altre, ma queste a me hanno sempre ispirato. La mia passione nel sentirmi di aiuto per gli altri, il mio bisogno di sentirmi parte integrante e fondamentale del mio lavoro, mi hanno reso consapevole di ciò che dovevo diventare e volevo essere.

Negli articoli che pubblicherò troverete dei contenuti che vi chiariranno quanto il Coaching possa muovere le persone e le aziende verso l’eccellenza e lo sviluppo delle proprie e uniche potenzialità.

La mia mission è aiutare le persone a sviluppare il proprio potenziale e indirizzarlo verso il proprio scopo nel mondo, verso ciò che sentono di essere. Verso il successo di una vita appagante e non vuol dire correre sui carboni ardenti, lanciarsi da un dirupo, vivere a Dubai e guidare macchine di lusso, vuol dire seguire il proprio Daimon (Nella tradizione greca, il significato di daimon si arricchisce ulteriormente: esso diviene infatti anche  l’indole dell’uomo, una sorta di modello da seguire per poter realizzare la propria moira, cioè la parte di destino assegnata all’uomo e poter così realizzare al massimo la propria natura. Eraclito di Efeso, infatti, diceva: l’indole è per l’uomo il suo daimon) e se per voi è ciò che ho scritto prima va bene, ma non è detto sia ciò che tutti desiderano e che li farebbe sentire realizzati e appagati.

Nelle Aziende voglio portare una cultura di Coaching che sostituisca il vecchio e inefficace metodo del bastone e carota ( è stato dimostrato scientificamente, ma le aziende sembrano non comprendere ancora), far capire che si tutti servono, nessuno è indespensabile, ma OGNUNO E’ IMPORTANTE.

Se ciò che hai letto ti ha incuriosito e vuoi saperne di più scrivimi pure un messaggio compilando il form sottostante o invia una email a info@svoltapensieri.com sarò lieto di risponderti personalmente.

A presto Matteo

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by Elisabetta on Svoltapensieri
Coach Professionale e preparato

Matteo è un Coach empatico e preparato e consiglio a tutti di lavorare al proprio sviluppo/miglioramento con un Coach Professionista che aiuti ad allenare il proprio potenziale e a prenderne coscienza sentendosi completamente accolti. Matteo è unico in questo.

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