fbpx

The Sound Of Silence

The Sound Of Silence nella sessione di Coaching

Nella cassetta degli attrezzi di un Coach, non può mancare uno strumento unico e potente come il Silenzio.

L’ascolto attivo, è fondamentale per l’efficacia di una sessione e di un percorso di Coaching e non esiste senza un corretto utilizzo del silenzio.

E’  comune pensare al silenzio come all’assenza di qualcosa, di suoni, di rumori, di voci, ma è davvero cosi?

Vi siete mai trovati in una di quelle situazioni, in cui cade quel silenzio totale, dopo che qualcuno ha detto una frase fuori posto o a seguito di un rimprovero? 

Ricordate, in quel prolungato silenzio, le sensazioni che avete provato? Il disagio, l’imbarazzo e quell’incessante ronzio di pensieri alla ricerca di trovare qualcosa da dire per uscire da quel silenzio?

Nel Coaching, il Coach, utilizza questo strumento non per generare imbarazzo, ma come allenamento del Metapotenziale C.A.R.E. (marchio registrato e proprietà intellettuale Incoaching S.r.l.) del Coachee.

Come sappiamo è tendenza comune rispondere alle domande, con risposte già esplorate, sicure, ma cosa avviene, in noi, se dopo la nostra risposta la persona che ci ha posto la domanda rimane in ascolto e in silenzio?

Inizialmente, cominciamo a chiederci se ha capito e allora aggiungiamo dei dettagli, oppure riformuliamo il concetto, ci domandiamo se la risposta che abbiamo dato fosse corretta oppure se ce ne fossero altre, fino ad aver preso consapevolezza, di aver esplorato tutte le nostre conoscenze per rispondere . Sappiamo ora, di aver detto tutto ciò che potevamo dire e che la risposta o il racconto che abbiamo comunicato è il migliore che potevamo dare.

Se alla prima enunciazione fosse seguita subito la risposta dell’ascoltatore, tutto questo esercizio non sarebbe avvenuto. 

Se un Coach alla prima risposta del Coachee, avesse fatto immediatamente una domanda, non avrebbe fatto il Coach, non avrebbe creato quel movimento verso la consapevolezza e l’esplorazione di sè nel Coachee. Il Coachee non avrebbe fatto alcun movimento, restando nella  sua zona di comfort. Zona fatta di risposte conosciute, invece di uscire verso la zona di crescita, quella del pensiero laterale e creativo.

Nel silenzio, il Coach, vuole trasmettere al Coachee che ha tutto il tempo che desidera, che è ascoltato e accolto nel suo racconto.

Esiste anche un altro tipo di silenzio nel Coaching, ed è il silenzio interiore del Coach, la dimensione della sospensione del giudizio. Potete approfondire questo nell’articolo dedicato su questo sito.

Il Coach, nel suo silenzio interiore, accoglie l’unicità del Coachee, si pone in uno stato di ascolto attivo. Crea una partnership di fiducia, abbracciando le idee del Coachee e dei suoi progetti. E’ per il Coach entrare in una dimensione autentica e non filtrata dalle sue convinzioni e dalle sue esperienze pregresse.

Questo è il magico suono del silenzio nel  Coaching.

A presto

Matteo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: